Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica la calvizie con la caduta di capelli ma ciò non è corretto.
Con il termine calvizie, si indica specificatamente una condizione ormai instaurata e irreversibile di grave mancanza di capelli. Il principale meccanismo della calvizie è la miniaturizzazione del capello, la trasformazione del capello terminale in capello “vellus”: il capello diventa, cioè, sempre più corto e sottile.
Tale trasformazione dipende più precisamente dalla riduzione del bulbo ad opera di reazioni enzimatiche inibenti, che accorciano il ciclo di crescita del capello stesso, in condizioni di predisposizione genetica della persona. Il bulbo rappresenta la parte vitale del capello, per questo il problema della calvizie è un problema del bulbo, non del fusto!
Quando la calvizie si è definitivamente instaurata nessuna terapia medica, per quanto aggiornata, può apprezzabilmente modificare lo stato dei nostri pazienti; solo la Chirurgia Tricologica potrà porre rimedio ridistribuendo i capelli dalle zone superstiti.
La chirurgia tricologica ha iniziato ad interessarsi del problema della calvizie nella seconda parte del nostro secolo ma solo il progressivo perfezionamento delle metodiche che prevedono il trapianto dei capelli ha permesso di raggiungere risultati sempre più naturali e soddisfacenti tanto che questa correzione e’ oggi divenuta la più comune nel sesso maschile.
La calvizie (qui concepita come alopecia androgenetica) rappresenta uno dei problemi estetici che maggiormente affliggono il sesso maschile nell'età post-puberale ed adulta ed il sesso femminile in quella postmenopausale. Naturalmente qualsiasi forma di caduta di capelli deve essere seriamente valutata dal punto di vista dermatologico.
Una consultazione medica a questo proposito, se la caduta si protrae nel tempo, è sicuramente utile visto che sotto il quadro clinico di una perdita di capelli possono celarsi malattie infiammatorie, malattia di origine infettiva ed anche importanti disturbi del metabolismo (ad esempio quelli dovuti a patologie della tiroide).
L’autotrapianto consente di ottenere risultati permanenti, poiché i capelli spostati mantengono le caratteristiche proprie della loro sede di provenienza (nuca) e quindi non cadono piu’ o cadono molto avanti negli anni (fenomeno della dominanza di Orentreich).
Il numero di capelli, o meglio il numero di unità follicolari, che può essere trapiantato in un singolo intervento è normalmente compreso tra 1500e 2500, anche se è in teoria possibile raggiungere numeri molto più alti (3000 o anche 4000). Sebbene molti pazienti diano estrema importanza al numero di capelli trapiantati per seduta, è bene tenere presente che in genere il risultato ottenuto con due sedute da 1500 capelli effettuate a distanza di qualche mese è superiore per densità e naturalezza rispetto a quello ottenibile con un’unica seduta da 3000 capelli, in particolare se l’area da rinfoltire non è molto estesa.

Molte persone, e non solo di sesso femminile, cercano di avere un aspetto più piacevole o di combattere l'assalto degli anni, ricorrendo a piccoli interventi chirurgici, un tempo praticati solo su coloro che avevano dei veri difetti fisici, che interferivano con la corretta funzionalità degli organi (un esempio fra tanti, il setto nasale deviato, che oltre a essere antiestetico, può causare difficoltà di respirazione e infiammazioni da eccesso di catarro).
Con la chirurgia estetica si possono modificare molte parti del corpo. Il viso è quello su cui più si interviene: la rinoplastica (correzione chirurgica del naso), il lifting (che elimina le rughe), la blefaroplastica (che elimina gli inestetismi delle palpebre), la mentoplastica e la correzione di orecchie e zigomi sono le tecniche più utilizzate per ringiovanire o rendere più gradevole il viso. Anche il corpo può essere modificato: il seno, i glutei, le cosce, la pancia possono essere rimodellati, rimpiccioliti o aumentati.