Da alcuni anni mi occupo di tricologia e chirurgia della calvizie; il mio obiettivo principale è quello di dare ai pazienti un risultato che sia il più naturale possibile e anche, e non ultimo, con il minimo disagio nel post-intervento.
Alla ricerca della perfezione, in questi anni mi sono confrontato con i migliori chirurghi mondiali che si occupano di calvizie, e partecipato ai più importanti congressi di settore.
Con la mia equipe ho effettuato numerosi interventi utilizzando la metodica classica, la FUT (follicular unit transplant), che come è ben conosciuto, prevede il prelievo chirurgico di una losanga di cuoio capelluto dalla zona occipitale, il sezionamento di essa in piccole porzioni contenenti da 1 a 3 follicoli e il loro reimpianto nella zona da infoltire.
Per quanto i risultati fossero e sono eccellenti dal punto di vista estetico (si possono trapiantare facilmente fino a 2000 Unità Follicolari in una sessione), la richiesta dei pazienti per una metodica meno invasiva e soprattutto in quei casi che non necessitano di mega-sessioni e per i quali l´esito cicatriziale legato alla metodica FUT è "esagerato" rispetto ai risultati seppur indiscutibili, mi ha fatto avvicinare alla metodica FUE (follicular unit extraction).
Questa metodica, nata alla fine degli anni 90, per mezzo di micro-punch (0,8- 1,4 mm) manuali, permette l‘estrazione di unità follicolari che reimpiantate come tali donano alla zona ricevente un risultato naturale simile a quelli ottenuti con la metodica classica.
Dal punto di vista dei miei pazienti, fermo restando il risultato, la differenza sostanziale fra la FUT e la FUE consiste sicuramente nell´assenza, in quest´ultima, di esiti cicatriziali visibili che quindi determina un post-intervento "non invalidante"; ciononostante i tempi lunghi necessari per l´espianto delle unità follicolari con i punch manuali ha sempre limitato il mio proponimento di questa metodica, se non in casi che chiedevano una mini sessione, prediligendo la classica FUT anche per interventi di solo 800-1000 innesti.
Chiaramente e fortunatamente, la tecnologia è in continua evoluzione e la collaborazione delle "menti" mediche con quelle aziendali ha permesso di "automatizzare" la metodica FUE rendendola più veloce (nei tempi necessari di espianto) - e mantenendo la sua caratteristica principale di non essere invasiva (assenza di cicatrici visibili e post-op non disagevole) - con un´apparecchiatura presentata (dopo anni di sperimentazione e affinamento) nell´ultimo congresso mondiale di chirurgia della calvizie.
La stessa apparecchiatura permette, inoltre, anche l´automatizzazione dell´impianto delle FU che, per mezzo di un manipolo costruito per l´occorrenza, vengono "sparate" direttamente nella sede d´impianto.
Questa apparecchiatura, chiamata Punch Hair Matic, mi ha incuriosito, e la mia curiosità mi ha portato ad avvicinarmi e a utilizzarla.
La tecnologia proposta, denomina l´automatizzazione dell´ autotrapianto di capelli come Automated Trans-FER (estrazione e impianto automatizzato delle unità follicolari) proprio per distinguere l´applicazione della FUE tradizionale rispetto a questa effettuabile per mezzo dell´apparecchiatura Punch Hair Matic.
Inizialmente a farcela conoscere e apprezzare è stato il dott. Ives Crassas di Lione, riconosciuto esperto di questa tecnica, che ha iniziato me e il mio staff alla metodica permettendoci di proporla ed effettuarla sui nostri pazienti con un riscontro estremamente positivo.
A distanza di un certo periodo di mesi noi abbiamo potuto apprezzare l´effettiva "velocizzazione" dei tempi di espianto (le unità follicolari vengono automaticamente raccolte in un contenitore e sono già pronte per l´impianto), la possibilità di scegliere il diametro del punch (da 0,8 a 1,4mm) da utilizzare ci permette poi di poter espiantare le unità follicolari mono e pluri-bulbari a seconda della zona da infoltire, mentre la precisione nell´espianto delle unità follicolari ci assicura di ottenere un grande numero di capelli da reimpiantare, il minimo traumatismo delle stesse FU ci garantisce un´altissima percentuale di "attecchimento".
In ultimo, una considerazione personale ma non meno importante, devo riconoscere la facilità che ho incontrato a imparare a utilizzare una macchina, visto che sono sempre stato abituato ad usare solo le mani. Concludendo, questa tecnologia innovativa non ha completamente cambiato il nostro modo di operare ma ci permette di proporre, liberamente e senza limiti, a tutti i pazienti, per scelta o per necessità, un´alternativa veloce e sicura mantenendo standard qualitativi e quantitativi eccellenti e sempre risultati naturali.