Ridefinire la linea frontale il vertice e la tonsura in un autotrapianto di capelli.

La ridefinizione della linea frontale
Fino a pochi anni fa si tendeva al raggiungimento di una eccessiva perfezione disegnando una linea frontale troppo simmetrica con immediata densità. L’esperienza ha invece dimostrato che tale approccio produce risultati innaturali. Un’eccessiva densità è inoltre sconsigliabile, soprattutto se le riserve delle zone donatrici sono limitate.
Pur essendo l’intervento di autotrapianto sempre il medesimo nella sua esecuzione, il risultato finale dovrebbe essere sempre diverso proprio per il modo in cui il chirurgo affronta il disegno personale della linea frontale.
Vi sono varie formule che indicano la collocazione ideale della linea frontale. E’sempre consigliabile tuttavia un approccio conservativo (8 – 9 cm di distanza dalla glabella) da adattare alla forma del viso, all’età, all’estensione della calvizie, alla densità dell’area donatrice del paziente. Per ottenere la naturalezza dell’insieme si procede alla creazione dei siti di ricezione secondo un percorso irregolare e casuale.
Il chirurgo deve mettersi di continuo davanti al paziente in modo da averne una prospettiva anche frontale.
Nei primi 2 cm di linea frontale si eseguono incisioni traverse, coronali, all’interno delle quali verranno inseriti esclusivamente trapianti con singoli follicoli provenienti dalla zona laterale del capo e particolarmente adatti per la maggiore sottigliezza dei loro capelli. La distanza tra gli impianti è in rapporto alla densità che si desidera raggiungere, fermo restando quel gradiente che consente di ottenere una maggiore naturalezza. Il resto delle incisioni sono radiali, sagittali, e riceveranno unità follicolari.
Il rinfoltimento del vertice e la tonsura
Negli interventi di autotrapianto di capelli viene giustamente rivolta una notevole attenzione alla ricostruzione della linea frontale mentre il vertice viene spesso trascurato. E’ convinzione comune che l’autotrapianto del vertice in pazienti giovani con tonsura non dovrebbe essere eseguito.
Fatta questa premessa, per pazienti di età compresa tra i 20 ed i 30 anni, raccolta l’anamnesi familiare sulla calvizie e accertato che l’area donatrice sia sufficiente per tre interventi, si può procedere alla correzione della tonsura anche se si ipotizza che in futuro la calvizie possa evolvere fino allo stadio 6 o tra lo stadio 6 e 7 della classificazione di Norwood. Il vantaggio tecnico che rende possibile questo “azzardo” è il trapianto di un singolo follicolo.
Una striscia di cute con un migliaio di follicoli, che un tempo fruttava 300 – 350 trapianti, oggi rende tutti i suoi 1000 innesti, assicurando la possibilità di una copertura più ampia anche se più diradata.
L’obiettivo è di un “crown” dall’aspetto rado naturale, verosimile. Con il paziente devono anche essere discussi i benefici ed i rischi delle terapie mediche oggi disponibili. Importante è trattare tutta la tonsura in un’unica volta ma lasciare abbastanza zona donatrice per altri due interventi: per la zona frontale e per il vertice.
Qualora il paziente abbia invece 40 o più anni e l’esame obiettivo nonché l’anamnesi familiare indichino che la perdita dei capelli è limitata alla sola zona del vertice, si potrà intervenire con maggiore densità.
Il rinfoltimento della tonsura esige senso artistico ed abilità tecnica uguale se non superiore a quella richiesta per la linea frontale perché in questa zona i capelli cambiano direzione a spirale ed i vortici si presentano con molte varianti.
Per facilitare l’accesso alla parte inferiore del vertice il paziente viene sistemato in posizione prona, come per la procedura di prelievo. Tale posizione rende più ergonomia e fisicamente più semplice per il chirurgo la creazione dei siti di ricezione e, per lo staff, l’inserimento dei trapianti. I follicoli vengono inseriti verso il basso, cambiando in un secondo tempo direzione in una curva di 360°, al fine di ricreare il vortice. Una volta raggiunto il centro del vertice, il paziente viene fatto tornare seduto in poltrona. Occorre considerare il centro del vertice, dove i capelli crescono in avanti, un’estensione della regione frontale, per cui occorre provvedere in questa sede con una maggiore densità
Considerazioni
Il postoperatorio
Al termine dell’intervento, il paziente lascia la struttura medica e potrà riprendere le normali attività già dopo poche ore. E’ possibile, nelle 24- 48 ore successive, avvertire nell’area donatrice una fastidiosa sensazione di stiramento della cute, risolvibile con un blando analgesico. Per i primi giorni, viene consigliato al paziente di dormire in posizione semi-seduta, in modo da prevenire o ridurre al minimo edema ed ecchimosi.
L’incisione sull’area donatrice guarisce con un esito cicatriziale sottile e trascurabile esteticamente, anche perché ricoperto dai capelli circostanti. I punti di sutura esterni applicati in questa sede vanno rimossi intorno alla decima giornata.
Le crosticine che si formano nel sito di ricezione, normale conseguenza del processo di cicatrizzazione, cadranno senza lasciare segni visibili, in un tempo relativamente breve: 4 – 6 giorni quelle relative a singole unità follicolari, entro 10 giorni quelle degli innesti multifollicolari.
Risultati e controlli
I capelli trapiantati inizieranno a crescere dopo 4 – 6 mesi dall’intervento. Di solito si richiede un controllo a 3 – 6 e12 mesi dall’autotrapianto.

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