Tra i fillers autologhi cioè provenienti dallo stesso individuo a cui vengono reimpiantati, vanno elencati il grasso autologo (Lipofilling) e il collagene autologo. Tra i filler autologhi ricordiamo anche l'autogen.

In cosa consistono i fillers autologhi
Tra i fillers autologhi cioè provenienti dallo stesso individuo a cui vengono reimpiantati, vanno elencati il grasso autologo (Lipofilling) e il collagene autologo. I primi impianti di tessuto adiposo descritti negli anni '80 hanno dimostrato come la microiniezione di tessuto adiposo sia una tecnica efficace per la correzione delle depressioni cutanee.
Purtroppo solo pochi casi ottengono un risultato stabile nel tempo poiché come si vede da indagini istologiche gli adipociti che sopravvivono sono molto pochi. Gli adipociti sono infatti cellule molto fragili che al di fuori dall’organismo hanno vita molto breve, inoltre non tollerano le manipolazioni eccessive e sono molto sensibili alle infezioni.
Tra i filler autologhi ricordiamo anche l'autogen, costituito da collagene prelevato dal paziente su cui verrà impiegato e preparato industrialmente. In pratica, è necessario disporre di una piccola quantità di pelle, in genere rimossa durante interventi chirurgici, ed inviarla alla casa produttrice (Collagenesis), che in 3-4 settimane restituisce il preparato pronto all’uso. Il materiale cosi’ trattato non comporta alcun rischio di contrarre infezioni da donatore, con il vantaggio di potere essere conservato fino a sei mesi per trattamenti ripetuti. Lo svantaggio principale consiste nella necessità di disporre di un prelievo di cute da cui estrarre il materiale.
La tecnica del lipofilling
La tecnica si basa sull’estrazione del grasso mediante aspirazione prevalentemente in regione trocanterica e o addominale. Quando il grasso viene estratto lo si lascia decantare in siringa formando tre strati visibilmente distinguibili:
- lo strato superiore costituito essenzialmente da triglicedi;
- quello intermedio costituito da adipociti;
- quello più profondo costituito da sangue e fluidi.
Il grasso da usare va quindi ripulito dal sangue e dai triglicedi e immediatamente iniettato nelle aree depresse. Si possono iniettare solo piccole quantità di grasso poiché i grossi frammenti tendono a dare necrosi centrale. Il tessuto adiposo prelevato va manipolato il meno possibile e va iniettato in tessuto sano. Bisogna iper correggere di almeno 50% la zona da colmare. L’iniezione viene fatta nel contesto del tessuto sottocutaneo.
Applicazioni
Il lipofilling è indicato per il trattamento delle rughe, per il trattamento dei solchi nasolabiali, per l’incremento del volume delle aree depresse, degli zigomi e della guancia, per l’incremento del viso e per dare al volto un aspetto più sano e giovanile. Il lipofilling può essere inoltre utilizzato nell’incremento del seno o nel rimodellamento del profilo corporeo. Negli ultimi anni questa metodica è stata sostituita dalla nuova tecnica di lipostruttura secondo Coleman.
Complicazioni
I difetti principali di questa tecnica sono costituiti dalla necessità di un intervento di prelievo del grasso (in pratica una piccola liposuzione), e dalla necessità di ripetere il trattamento più volte fino ad ottenere la correzione desiderata.
Le complicanze più frequenti in questo tipo di metodica sono il riassorbimento totale nel 50% dei casi a tre mesi dall’impianto e parziale per l’altro 50% . Altre complicanze possono essere le infezioni e il rigetto.
