I filler sintetici presentano l’indubbio vantaggio di essere immediatamente disponibili nella quantita’ necessaria oltre a non presentare alcun rischio di infezione virale, tra questi l'artecoll è utilizzato per implantologia sottodermica.

In cosa consiste l'artecoll
I filler sintetici presentano l’indubbio vantaggio di essere immediatamente disponibili nella quantita’ necessaria oltre a non presentare alcun rischio di infezione virale. I più importanti sono il Polimetil-metacrilato (artecoll),l’acido ialuronico di cui abbiamo gia trattato,ed il formacryl ,capostipite della famiglia dei filler a base di poliacrilamide.
Artecoll è un materiale per implantologia sottodermica, utilizzato per la correzione degli in estetismi cutanei, delle rughe, dei difetti del tessuto connettivo, degli esiti cicatriziali e nell’ ispessimento delle labbra.
Composizione dell'artecoll
E’ costituito da microsfere di polimetilmetacrilato (PMMA) del diametro di circa 40 micron sospese in collagene bovino liquido, parzialmente denaturato (3,5%). Contiene una concentrazione media dello 0,3% di lidocaina.
Impiego dell'artecoll
Da oltre 50 anni il PMMA è stato utilizzato sia in campo ortopedico sia in campo odontoiatrico per la buona biocompatibilità, dal 1992 ha trovato impiego anche nella medicina estetica grazie agli studi del prof. Lemperle; la caratteristica di questo prodotto è data dalla superficie assolutamente liscia delle microsfere che, unite al collagene che ha funzione di veicolante, raggiungono il sottoderma; qui l’artecoll sfrutta la naturale predisposizione del corpo umano ad incapsulare corpi estranei tramite la formazione di tessuto connettivo.
Le microsfere di PMMA rimangono quindi nei tessuti e non potendo essere fagocitate e non potendo migrare per le loro dimensioni determinano un duraturo aumento del tessuto ma anche purtroppo la tendenza a fare granulomi. Nella nostra pratica clinica abbiamo avuto un’incidenza intorno al 5% di granulomi da
corpo estraneo. Tali granulomi sono stati trattati in parte con iniezioni di cortisonici e in parte asportati chirurgicamente. Altra complicanza è data dalla superficializzazione dell’impianto tale da determinare a sua volta un inestetismo molto più difficile da
correggere.
L'applicazione dell'artecoll
L’iniezione di artecoll richiede un’attenta tecnica. Il filler deve essere iniettato ipodermicamente, cioè in quella parte del derma che confina con il grasso sottocutaneo per evitare la comparsa dell’impianto come può succedere quando viene posizionato nello strato intradermico; l’iniezione nel muscolo può determinare formazione di noduli.
La complicanza più seria è quindi sicuramente il granuloma, lo stesso Lemperle ha infatti segnalato l’incidenza di un 5 % di granulomi probabilmente perché le microsfere di cui il prodotto è composto non hanno avuto superficie completemente lisce. Un'altra causa di granuloma può derivare da un trattamento eccessivamente aggressivo in cui si inietta molto materiale. La migliore tecnica per l’impianto di artecoll è quello della tunnellizzazione caratterizzata da un movimento continuo in avanti e indietro dell’ago (27 G), con il successivo riempimento dei canali creati. Dopo l’iniezione, le parti trattate devono essere massaggiate delicatamente al fine di assicurate una distribuzione uniforme del prodotto nel subderma;
sono sconsigliate le sovracorrezioni.
Vantaggi
- Maneggevole
- Ottima consistenza
- Non necessità di test
- Non necessita di particolare conservazione
- Buona biocompatibilità
- Iniettabile per grandi deficit volumetrici
- Possibilità di rimozione anche a distanza di tempo
- Ottima durata dell’effetto estetico
- E’ un impianto permanente
Svantaggi
- Scarsa biocompetibilità dei radicali residui
- Tendenza alla formazione di granulomi cronici
- Il polimero gelificato è tendenzialmente instabile
- Poco maneggevole
- In caso di complicanze la rimozione è impegnativa
- Costi elevati per ricostruzioni che richiedono oltre 100ml
- Non si può iniettare superficialmente
- L'infezione è una complicanza infrequente ma temibile
Controindicazioni
È da evitare l’uso di artecoll nei soggetti risultati positivi al test allergico, in presenza di malattie immunitarie note e in pazienti soggetti a cheloidi.
Poiché artecoll contiene il collagene bovino sempre meglio effettuare una prova preliminare sulla pelle. Tuttavia, molti autori hanno riportato reazioni allergiche al collagene bovino ed hanno
descritto complicanze infiammatorie e granulomi da corpo estraneo in conseguenza dell’uso di Artecoll.
